Monte Ortobene, 980 Meter
Videos auf www.youtube.com (tagged with "paragliding Monte Ortobene")
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29.09.2008
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| tiikericiao |
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| nuoro aprilia area 51 polini monte ortobene scooter |
Aprilia Area 51 Nuoro Monte Ortobene
Una piccola parte del Monte ortobene i discesa.tanto per fare qualcosa,non voglio dimostrare nulla ^^'
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17.12.2007
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| mauflo |
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| Nuoro panorama |
Nuoro - Panoramica dal Monte Ortobene
Nuoro vista dal Monte Ortobene!
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10.02.2008
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| Buttica |
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| MTB Monte Ortobene Nuoro Vanny GiPpy |
MTB Monte Ortobene Vanny
Il grande Vanny durante il terzo tempo dell'escursione al Monte Ortobene
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31.01.2008
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| poldino53 |
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| Gruppi Folk ritratti Redentore Sagra Sfilata Costume Nuoro Sardegna Italia Balli Canti |
Redentore Nuoro - Ritratti -
IL REDENTORE
A Nuoro, ai piedi del Monte Ortobene, si svolge la sagra del Redentore. Questa festa religiosa è piuttosto recente; inizia, infatti, nel 1901, quando in cima all'Ortobene (su monte per i nuoresi) viene eretta l'enorme statua del Cristo Redentore, opera dello scultore Vincenzo Jerace.
La statua del Redentore è tra le venti statue che la chiesa di Roma fece costruire per il Giubileo e che vennero regalate ad altrettante città italiane e tra queste c'era anche il capoluogo barbaricino.
Da allora in poi i nuoresi, nell'ultima domenica d'agosto, vestono a festa i loro carri e i cavalli e invitano tutti i gruppi regionali a sfilare con i loro vestiti tradizionali.
Per i nuoresi però la vera festa si svolge tra gli alberi secolari del Monte Ortobene. È, infatti, vicino alla statua del Redentore che Nuoro si raccoglie, con le autorità religiose e civili in prima fila, ad assistere alla celebrazione della messa.
Per i turisti e per gli altri c'è l'aspetto spettacolare della festa con la sfilata dei vestiti tradizionali e i cavalli bardati con nastri e fiori. Di sera, nell'Anfiteatro cittadino si svolgono i canti e i balli, ciascun gruppo folk mette sul palco i suoi ballerini e suonatori migliori, solo a tarda notte verrà premiato il vincitore.
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10.02.2008
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| Buttica |
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| MTB Ortobene Nuoro Redentore GiPpy |
MTB Monte Ortobene Redentore
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16.06.2007
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| LeonTDi83 |
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| Nuoro MonteOrtobene |
Monte Ortobene Nuoro giochi dementi
I giochi dementi di due poveri ragazzi annoiati
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28.01.2008
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| uronboi |
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| mtb nuoro uron |
mtb Nuoro monte ortobene
uron percorre il sentiero 101 - nel tratto denominato cappuccetto rosso
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10.02.2008
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| Buttica |
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| MTB Ortobene Nuoro Capuccetto Rosso GiPpy |
MTB Monte Ortobene Cappucetto Rosso
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27.01.2008
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| uronboi |
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| mtb nuoro uron salto |
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05.08.2008
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| residencelarosa |
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| Redentore Nuoro Statua del Monte Ortobene Sagra |
Statua del Redentore Nuoro
La statua del Redentore posta a 900 slm nel Monte Ortobene di Nuoro
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11.10.2008
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| alexr71 |
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| Betty Uscidda Nuoro Sacchi Monte Ortobene |
Betty Uscidda canta da Sacchi
Betty Uscidda canta nella serata della corrida del 10 Ottobre 2008 da Sacchi al monte Ortobene Nuoro
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21.12.2008
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| bigsoma95 |
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| Istentales Nuoro Ortobene Boboreddu Gigi Sanna |
Istentales Voci di Maggio 2006 Boboreddu
Istentales Voci di Maggio 2006 Boboreddu
Monte Ortobene Nuoro
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11.02.2008
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| Excalib65 |
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| Nuoro Monte Ortobene Statua del Redentore MTB |
La Giustizia Divina
Nuoro, Monte Ortobene, Statua del Redentore, MTB
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18.02.2007
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| poldino53 |
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| Vecchie Foto Nuoro Arch Aldo Guiso immagini grazie vecchie rosario via maiore |
Foto Album Nuoro Parte 1° " La Città "
Le notizie sulle origini di Nuoro sono incerte. I più antichi insediamenti presenti nei pressi di Nuoro, risalgono al periodo nuragico, come dimostrano i numerosissimi nuraghi presenti nella zona. Dagli ultimi studi risulta che, in età nuragica, gli abitanti della zona, per sfuggire all'avanzata dei romani, si rifugiarono prima nei pressi del Monte Ortobene e, solo successivamente, si sarebbero spostati più a valle e stabiliti nella zona in cui sorse il più antico rione di Nuoro: Seuna. I primi documenti scritti risalgono al 1342, tuttavia il toponimo Nugor (tutt'oggi i Nuoresi chiamano Nugoro la loro città) compare, per la prima volta, in un documento risalente alla fine dell' XI secolo. Dopo la caduta dell'impero romano, la città passò, come del resto tutta la Sardegna, in mano ai Bizantini, i quali la governavano senza apporre alcun beneficio, ma bensì gravandola con le forti tasse di guerra. Non è conosciuto di preciso quando Nuoro passò sotto il dominio dei giudici d'Arborea, se prima o durante il lungo periodo di ostilità tra questi e gli aragonesi: vi è, invece, prova certa che Nuoro fece parte prima del Giudicato di Torres e poi di quello d'Arborea, dato, quest'ultimo, testimoniato dalla presenza dei rappresentanti della città, all'armistizio stipulato tra Giovanni I d'Aragona e Eleonora d'Arborea nel 1388. Sfiorata dall'influenza delle due repubbliche marinare di Genova e Pisa, con l'avvento degli aragonesi prima (1297) e spagnoli dopo (1479), Nuoro conobbe un regime feudale oppressivo, che contribuì alla diffusione del banditismo e dell'isolamento, situazione in cui versava tutta l'aria barbaricina. Quando nel 1720 la Sardegna passò al Piemonte, le condizioni economiche di Nuoro erano disastrose, aggravate soprattutto dalla presenza di numerosi banditi. I primi decenni della dominazione dei Savoia, che in quegli anni erano impegnati nella guerra contro la Francia, non modificarono sostanzialmente la situazione: i moti antifeudali e le rivolte contro il governo piemontese, furono una costante che danneggiò ancor di più la già fragile economia della città. Nonostante ciò, nel corso del XVIII secolo, Nuoro acquisì gradualmente la preminenza territoriale rispetto alle altre ville del circondario tanto che nel 1779, sotto decreto di Pio VI, venne elevata a sede vescovile. A questa disposizione in campo ecclesiastico, che in seguito acquistò maggiore ampiezza per l'attribuzione di altre parrocchie alla nuova diocesi, ne seguirono altre in campo civile: Nuoro divenne ben presto sede del Tribunale di Prefettura (1807), proclamata città nel 1836, e scelta, nel 1848, come sede di Divisione Amministrativa e di Intendenza insieme con Cagliari e Sassari; quest'ultimo provvedimento però, restò in vigore solo fino al 1859, quando il capoluogo barbaricino fu declassato a sede di sottoprefettura dipendente da Sassari. Durante quei decenni Nuoro fu sede di vere e proprie sommosse popolari, represse duramente dal governo, dovute dall'Editto delle Chiudende del 1820, il quale prevedeva un'inarrestabile privatizzazione, a favore dei ricchi proprietari terrieri, delle terre ad uso comunitario, sulle quali si basava parte dell'economia della città. La più nota di queste sollevazioni popolari è il tumulto de Su Connottu, durante il quale pastori e agricoltori privati della terra, attaccarono e bruciarono il Municipio; essi intendevano, infatti, difendere quanto rimaneva di terre comunitarie che il consiglio comunale aveva deliberato di privatizzare. È in questo contesto di progressiva degradazione dell'arcaica struttura economica che Nuoro fu aggravata dal suo perenne stato di isolamento: la città veniva esclusa, nel 1871, dai primi investimenti a favore dei collegamenti ferroviari, che interessavano, invece, Cagliari e Sassari. Nel 1913 il consiglio comunale di Nuoro chiese il ripristino della Provincia di Nuoro soppressa nel 1859, ma la richiesta non ebbe seguito, anche per lo scoppio della prima Guerra Mondiale, ma bensì fu accolta nel 1927, quando la città divenne capoluogo della terza Provincia Sarda. Nuoro divenne così centro amministrativo delle zone interne, dotandosi di nuovi edifici e opere pubbliche atti ad ospitare le attività politiche amministrative legate al nuovo ruolo in chiave regionale della città. Dopo il 1945 (Nuoro non ebbe esperienza diretta della seconda Guerra Mondiale) la città si espanse a ritmo sostenuto, in conseguenza del progressivo spopolamento dei centri vicini, con un incontrollato sviluppo edilizio che andò a discapito dello spiccato carattere di villaggio rurale della città di Nuoro.
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17.08.2007
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| giroviaggiando |
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| Nuoro |
NUORO Pubblicità sulla Fontana del monte.
Nuoro, filmato pubblicitario sulla fontana del Monte Ortobene!!
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10.02.2008
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| Buttica |
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| MTB Ortobene Nuoro Borbore GiPpy |
MTB Monte Ortobene Borbore
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28.03.2008
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| Kipuzz |
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| Nuoro Pasquetta Monte Ortobene Giancarlo SImona |
Pasquetta in Barbagia
Una tranquilla Pasquetta al calduccio della Sardegna...
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13.02.2008
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| bygoku |
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| MTBSPECIAL BY GALLOZZclic per aggiungere le parole chiave... |
mtbspecial
MTBSPECIAL BY GALLOZZA SARDEGNA NUORO MONTE ORTOBENE FEBBRAIO 2008
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10.10.2008
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| alexr71 |
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| Betty Uscidda Elisa Poesia Nuoro Monte Sacchi Karaoke |
Betty Uscidda canta "Una Poesia Anche Per Te" di Elisa
Betty Uscidda canta "Una Poesia Anche Per Te" di Elisa da Sacchi al Monte Ortobene il 9 Ottobre 2008
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24.04.2007
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| loisalvatore |
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| Sardinien Orgosolo Assunta Coro Rossini ZoeRock Horses |
Cultura, Tradizione e Sacralità nella profonda Barbagia
Sull'Ortobene Meriggiano le pecore e i pastori.
Elci e felci non fremono a una stanca
Ala di vento, il mare si spalanca
Da monte Bardia fino a Galtelli.
L'ombra di un volo e un grido di rapina
L'aquila. Con un dondolio lento
Si rimescola il branco sonnolento;
L'ombra dilegua in seno al mezzodì
Sebastiano Satta, Canti Barbaricini
Il sardo brilla in tutta l'estetica della natura e dell'arte, quando è a cavallo. E' allora che la sua asciutta e bruna figura s'accorda col suo vestito severo e pittoresco; è allora che brillano la sua agilità, la forza, il so coraggio, la sua natura indipendente, selvaggia. Avida d'aria e di libertà.
Paolo Mantegazza, Profili e Paesaggi della Sardegna.
La festa dell'Assunta ad Orgosolo è insieme a quella di Oliena e del Redentore a Nuoro una delle feste più suggestive nel nuorese. Merita una visita. I costumi di Orgosolo sono dei veri capolavori d'arte. Ogni volta che ho l'occasione di vederli provo una profonda emozione come se li vedessi sempre per la prima volta.
Nella narrativa sarda come del resto in tutte le raccolte di testi riguardanti le tradizioni popolari quali le ballate, le fiabe, ed i racconti il cavallo ha una funzione magica, dal punto di vista attanziale è una figura che aiuta l'eroe ha compiere la sua impresa. Il cavallo è un aiutante nobile ed intelligente senza il quali l'eroe o il santo non potrebbero vincere. I cavalieri delle varie ardie sono una variabile paradigmatica di un sentimento religioso che trae la sua origine da una fede religiosa molto profonda e da antichi riti ancestrali che hanno subito profonde modificazioni nello spazio e nel tempo. La contaminazione culturale e il progresso tecnologico ha modificato le abitudini dei sardi, ma esistono alcune feste che sembra si siano fermate nel tempo. La scrittrice sarda Grazia Deledda racconta con sapere magico il cavallo e ciò che offre il suo punto di vista ripreso da una posizione di privilegio ecco come fotografa Grazia Deledda l'ambiente che la circonda.
Un tempo io ero, pare impossibile, una intrepida amazzone. Ma da noi, in quel tempo, si nasceva, si può dire, a cavallo. Invece che sulle sedie i bambini s'arrampicavano sui mansueti ronzini invariabilmente legati nelle stalle dei ricchi proprietari e sotto le tettoie dei pastori poveri: a cavallo i proprietari andavano a visitare le loro terre, a cavallo si viaggiava da un paese all'altro, a cavallo le nobili dame si recavano a sciogliere qualche voto nelle belle chiese di stile pisano che arricchiscono l'isola, e le serve a portare l'acqua dalla fontana. E a cavallo si partiva, nelle luminose albe di primavera e d'autunno, in allegre brigate, per le feste campestri: il cavallo, quindi, era per noi ragazze di buona famiglia condannate ancora a una vita orientale, chiusa e sorvegliata gelosamente dai genitori, fratelli, zii e cugini, un simbolo di libertà e di gioia. Si diventa alti, a cavallo, e si ha l'illusione di essere, come i centauri, creature favolose agili e forti capaci di camminare, senza mai stancarsi, fino ai limiti della terra.
Edouard Vincent visitò Orgosolo negli anni sessanta, settanta e ottanta lasciandoci un interessante testo su Orgosolo, ecco qualche sprazzo:A Orgosolo stasera, l'ombra che si muove sulla smorta muraglia non è quella di un pastore che ritorna dai monti ma quella di un pescatore che rientra dal mare. Sulla piazza vuota di Paimpol, finita la festa e calato il crepuscolo, con drappi che sbattevano al vento, si era creata la stessa sensazione di assenza e di attesa illuminata da una lampadina notturna che stasera riempie il vuoto della Grand' Rue
A Orgosolo stasera, l'ombra che si muove sulla smorta muraglia non è quella di un pastore che ritorna dai monti ma quella di un pescatore che rientra dal mare. Sulla piazza vuota di Paimpol, finita la festa e calato il crepuscolo, con drappi che sbattevano al vento, si era creata la stessa sensazione di assenza e di attesa illuminata da una lampadina notturna che stasera riempie il vuoto della Grand' Rue
Proud to Be Sardinian
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